giovedì 12 ottobre 2017

Inquietudine e amorevole presenza di un Padre che ama.

Lettura del Vangelo secondo Luca 21, 25-33

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».
E disse loro una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

Un brano criptico quello che la liturgia oggi mi fa contemplare...
Da un lato, forse, si allude alla passione e alla croce che aspettano il Maestro, ecco che forse il riferimento a "questa generazione" potrebbe spiegarsi in questo modo...
La Parola parla oggi, all'uomo di oggi e allora mi domando cosa voglia dire a me ...
Penso alle parole "angoscia", "ansia", "fragore dei mari e dei flutti", "paura"... emozioni che mi schiacciano, mi paralizzano... Penso a due momenti particolari della mia vita in cui ho avvertito il fragore del mare che schiaccia, la paura e l'angoscia... ma che come ci ricorda il Maestro 

Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina»

Meditando su questo inciso, mi ricordo le parole di un amico benedettino alle prese con lo studio di Sant'Agostino; quest'ultimo scrive (nelle Confessioni): "Dio ti chiama al tuo progetto ma tu sei sordo e Dio allora ti manda l’inquietudine, affinché tu cominci a cercare la centralità della tua anima”.
Ecco che gli sconvolgimenti diventano occasione per riconoscere la presenza di quel Dio d'Amore...
Ecco, l'impresa titanica: cercare di riconoscere i frutti anche nel fragore dei flutti, nell'agoscia o nella paura... saper riconoscere i frutti (i nostri) di una Parola che non passerà mai (di moda).
 

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