venerdì 15 dicembre 2017

Guai a me, se la culla non mi interrogasse

Lettura del Vangelo secondo Matteo 23, 13-26
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva agli scribi ed ai farisei: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».

Più si avvicina il Natale, più la Parola preme sull'acceleratore... il Maestro oggi ci invita ad arrivare all'incontro privi dai macigni.
Ogni qualvolta le prescrizioni della legge e del culto diventano norme cieche, si leva il grido "Guai a voi" ... 
Il Maestro smaschera quell'atteggiamento di chi pretende di comprendere Dio facendo delle prescrizioni la strada maestra...
Applicare la legge senza le lenti del cuore, diventa motivo di esclusione dell'altro...
Fare proseliti per la schiavitù della legge e non per la libertà che l'amore porta con sé... diventa esclusione dall'amore di Dio.
Giurare sull'oro vuol dire sostituire il Dio della vita, dell'amore con altri idoli.
Pagare tutte le decime ma chiudere il cuore alla giustizia, alla misericordia, alla fedeltà... in poche parole all'Amore, può portare lontano, ma di certo non conduce alla mangiatoia che è ricolma di gratuità, amore, libertà...
Questo Parola si lega al volto del mendicante che qualche giorno fa alle macchinette delle metro vedendo che non prendeva le monete per il biglietto si è offerto di cambiarmele: un gesto che ho pensato dettato da un secondo fine (strapparmi una piccola offerta) ma che ha mostrato la durezza del mio cuore.
Un invito sferzante a interrogarmi su questa culla che vuota attende qualcuno... che invita ad andare a fondo nel binomio legge (prescrizioni, pratiche) e amore ... un cammino di "superstizione" e norme e prescrizioni, o un cammino che cambiando il cuore, lo abita e lo scalda?
Due braccia spalancate attendono la mia risposta... e pazientemente amano l'uomo.

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