Lettura del Vangelo secondo Matteo 17, 10-13
In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché
dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose:
«Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già
venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che
hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera
loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni
il Battista
Riconoscere i segni dei tempi, riconoscere il tempo dell'nuc... riconoscere i palpiti del cuore: un Vangelo così breve ma pieno d'ossigeno.
Quanto sono simile a quegli scribi di evangelica memoria, che conoscono le scritture, che le studiano, che conoscono ogni singolo anfratto della Parola, essi sanno che Elia, il profeta, farà ritorno, ma non sono capaci di riconoscerlo in Giovanni Battista...anzi, lo mettono a morte.
Quanto sono simile a loro... incapace di riconoscere che già oggi il Regno è qui,m nel mio quotidiano.
In questo cammino a tappe, che mi porta verso le braccia di un bambino, la Parola mi invita a cogliere i segni dei tempi... mi invita a riconoscere la presenza del Regno qui ed ora...
Mi rincuora pesare che persino i discepoli sono un filo miopi: alle parole del Maestro che annuncia la sua morte, vedono frantumarsi le loro speranze di un Messia condottiero che a cavallo e con un esercito libera Israele. I loro sogni si scontrano con la realtà del Maestro, come il Vangelo di Domenica ci mostrerà: un Messia che entra in città a dorso di un ciuchino ...
L'invito di oggi è di guardarmi dall'essere come i Farisei e gli Scribi, ancorato alla Parola ma miope, per riuscire a vedere con il cuore, perché l'essenziale è invisibile agli occhi, solo allora saprò riconoscere in un bimbo la luce del cielo.
Nessun commento:
Posta un commento