giovedì 1 marzo 2018

Nel "segreto" della gratuità, la gioia di fare.

Lettura del Vangelo secondo Matteo 6, 1-6
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Le parole del Maestro in questo cammino di Quaresima vogliono mettere a fuoco il rapporto con il Padre e invitarci ad un cambiamento.
Dopo il pozzo in Samaria, dopo la durezza del cuore... il Maestro punge nella pratica religiosa.
Davanti alla pratica pia dell'elemosina o della preghiera l'invito di oggi è quello di guardarmi dal fare per avere qualcosa in cambio: l'attenzione dell'altro, il beneplacito di qualcuno ... l'encomio della società, il compiacimento degli uomini.
L'elemosina, la preghiera, il digiuno se sono fatti in modo non autentico per pura ostentazione non producono nulla (il fico sterile, la mano da tagliare, ecc...) ... non sono quel gesto d'amore che porta una eco nel mondo... Quel cambiamento a partire da me stesso. Allora penso all'ultima volta che ho donato qualcosa per un progetto in terra di missione ... era VERAMENTE il sorriso del donare il mio? 
In questa giornata che volge al termine, allora, volgendo uno sguardo retrospettivo, il Vangelo mi invita a sfrondare ciò che è inutile per riscoprire, a partire dai piccoli gesti, la gratuità; perché è in essa che mi riscopro Figlio di un Amore gratuito e incondizionato, quello del Padre.

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