lunedì 5 marzo 2018

"Padre nostro" io ora odo la Vostra voce e tutto mi sembra bello qua.

Lettura del Vangelo secondo Matteo 6, 7-15
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così: / Padre nostro che sei nei cieli, / sia santificato il tuo nome, / venga il tuo regno, / sia fatta la tua volontà, / come in cielo così in terra. / Dacci oggi il nostro pane quotidiano, / e rimetti a noi i nostri debiti / come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, / e non abbandonarci alla tentazione, / ma liberaci dal male. / Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».



Un invito per il cammino della Quaresima a non sprecare parole, come i pagani, quando si prega; invito al quale segue la preghiera del Padre Nostro.
Allora il Vangelo di oggi mi invita a spogliarmi dei vocaboli "io", "mio" a favore di un "noi" e di un "nostro"... mi invita a spogliarmi della mia unicità per scoprimi fratello.
Allora la preghiera non è solo per me, ma diventa per la comunità... e il cuore, così, diventa una bisaccia da viaggio capace di portare tutti.
La Quaresima e il Vangelo di oggi mi invitano a spogliarmi dei miei egoismi, del mio egocentrismo; quando le mi orecchie non saranno più tappate dall'orgoglio, quando mi sarò spogliato di tutto ciò (come la quaresima mi invita a fare) allora potrò udire la voce del Maestro e come don Camillo, anche io potrò esclamare: "Grazie Signore, io ora odo la Vostra voce e tutto è bello qua".
Allora il mio deserto sarà finito perché avrò trovato l'acqua che zampilla e portò cantare la gloria della Pasqua.

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