Lettura del Vangelo secondo Luca 18, 1-8
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli una parabola sulla
necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva
un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella
città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi
giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle;
ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per
alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia
perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse:
«Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse
giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li
farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia
prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla
terra?».
Un Vangelo difficile che mi interroga sulla preghiera e sul rapporto con Dio nella preghiera...
Un invito a pregare sempre, al quale segue un esempio: quella della vedova, che ottiene giustizia nonostante la durezza di cuore del Giudice...
Se una vedova, che per il diritto di allora nulla contava, riesce per insistenza ad ottenere giustizia da un Giudice solo per non essere scocciato oltre, così - questo è forse il paragone sottinteso - noi, figli del Padre abbiamo che ci ascolta per amore, sempre e ovunque ...
Ma la preghiera è "affare difficile" ... a volte chiedo la luna ma come dice Bonhoeffer, "Dio non esaudisce la nostra preghiera, ma tiene fede al progetto che egli ha per me" ...
Allora la preghiera che si alza da questo vespro è proprio questa... non la luna o i luccichii di chissà quali mirabolanti porti, ma il Tuo progetto fammi comprendere... Affinché anche io possa cantare come il salmista, nel salmo di oggi:
Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato.
Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,
dal fango della palude.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio
ed egli su di me si è chinato.
Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,
dal fango della palude.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio
Nessun commento:
Posta un commento