Lettura del Vangelo secondo Luca 18, 35-43
In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si avvicinava a Gerico, un
cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente,
domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il
Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di
me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse;
ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu
vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli
rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di
nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e
cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede
lode a Dio.
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| Nicolas Poussin, Gesù guarisce il cieco di Gerico, 1650, olio su tela, Museo del Louvre, Parigi |
Cecità e visione ... cammino e sosta.
Oggi il Vangelo mi parla di questi due binomi.
Oggi il Vangelo mi parla di questi due binomi.
Cecità / visione
Il cieco di Gerico è seduto lungo la strada, egli non vede, il buio nel quale si trova lo costringe ai margini: egli non può camminare, cadrebbe rovinosamente, è immobile e seduto.
Ma vi è anche una seconda cecità: quella della folla.
La massa si era abituta al cieco... tira diritto verso Gerico senza curarsene, anzi cerca di mettere a tacere il povero cieco.
Questa duplice cecità diviene la mia, laddove sono incapace di vedere la luce del Maestro, laddove le tenebre della paura avviluppano il mio cammino e paralizzandomi mi lasciano ai margini della strada, ogni qual volta sono incapace di riconoscerTi nell'incontro con l'altro.
Una cecità che neppure gli occhiali e il mio simpatico oculista riescono a curare...
Allora la richiesta, quasi fastidiosa, divine non solo una richiesta di una visione fisica... ma anche di una visione d'amore... un'apertura degli occhi per riconoscere il Maestro.
Cammino e sosta.
Allora tornata la vista...il cieco segue Gesù glorificando Dio ...
Tornata la luce sulla strada, è inevitabile mettersi in cammino... percorrere le strade della vita ma questa volta non più ciechi ma vedenti, perché dopo l'incontro con il Maestro è l'amore che dona la visione, è il cuore che si fa pupilla.
Come il cieco di Gerico, anche io oggi cerco di prendere consapevolezza della mia cecità... una cecità che spesso mi paralizza nel cammino e grido, sempre più forte...

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