martedì 7 novembre 2017

Un servo come esempio di sapidità della vita

Lettura del Vangelo secondo Matteo 24, 45-51
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».

Sempre più vicini all'avvento, la liturgia inviata ancora una volta a sostare sulla vigilanza... un cuore che, vigilando, attende l'Atteso che abita la Storia e la mia storia.
Il Maestro propone un esempio quello del servo.
Occorre essere vigilanti, aspettando il Signore che può arrivare da un momento all’altro, senza preavviso. 
Il Regno viene nella nostra vita, nella nostra quotidianità: come per il servo dell'Evangelo, mentre siamo presi nel nostro compito... e sarà su questo che saremo giudicati al tramonto della vita.
Due modi diversi di vivere i compiti affidati: con sapienza o con malvagità.
Il servo fedele è colui che  opera con coscienza e impegno, perché il Signore, che gli ha affidato la casa e gli altri servi, conta sul suo lavoro; il servo fedele opera con sapienza perché capace di dare sapidità a ciò che fà, a chi incontra  e a chi gli viene affidato.
Il servo malvagio è colui che, agendo, vuole trovare un proprio profitto... (potere, supremazia, prestigio... ).
In questo momento di attesa che si apre davanti a me, rendimi servo in-utile, senza profitto alcuno per me, capace di riconoscere il sapore delle cose e delle persone e capace di dare sapidità alla vita.

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