martedì 14 novembre 2017

Una casa sulla roccia per un incontro d'amore

Lettura del Vangelo secondo Matteo 7, 21-29
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.
In questo secondo giorno di avvento, il Maestro usa una metafora chiara...cosa dice a me?
Due messaggi si svelano tra le righe e l'uno è la conseguenza del primo.
Cosa mi allontana e allontanerà definitivamente dal Maestro? il "millantato credito" direbbe un giurista: l'aver speso il suo nome solo sulle labbra e non con il cuore.
Una bella iscrizione, in latino, a San Miniato ricorda che "Quando siete difronte a Dio non allontanatevi dal vostro cuore: se non è il cuore a pregare la lingua si affatica invano".
Non è la pratica religiosa, le ore minori e maggiori recitate, le devozioni che mi avvicinano al mistero... o meglio possono essere uno strumento ma se queste non "convertono" il cuore allora è un esercizio vano...  in questo cammino d'avvento il signore mi invita ad accettare la sfida (il Vangelo di ieri) e oggi inizia a "spiegarmi" il programma di cammino... Mi invita a liberarmi dalla legge, che imprigiona, che pronuncia il nome del Signore a vuoto, per guardare il mondo con gli occhi del cuore: è l'amore ciò che farà la differenza tra il "millantato credito" e la coerenza di una vita che ha come manuale di istruzioni il Vangelo.
Si apre uno squarcio, già da ora, su cosa sia l'amore nella chiave del Vangelo... sicuramente è ciò che ci rende pienamente figli del cielo, figli del Padre.
Allora chi ama è come colui che costruisce la casa sulla roccia. Solo se le mie fondamenta affondano in Te, la mia casa sarà come quella costruita sulla roccia... sarà per me un luogo sicuro, un luogo dove trovare rifugio, non vi sarà nulla, nella storia, che potrà mettere in difficoltà la mia esistenza.
Il maestro ci dice che l'abbracciare il Vangelo, fare la volontà del Padre, non ci esenta dalle tempeste della vita, dai mali, dalle malattie, dai lutti, essi ci saranno sempre, cambia il modo di attraversarle: se la radici del cuore affondano in Te, le fondamenta della  mia casa, allora attraverserò ogni momento di prova come se stessi attraversando il deserto: perché, nella Bibbia, il deserto e le lotte consumatasi in quel luogo, diventano un momento di passaggio che hanno condotto sempre ad una piena conoscenza di Te. 

Nessun commento:

Posta un commento