domenica 5 novembre 2017

Una regalità rovesciata, un vagito che cerca l'Umanità

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 18, 33c-37
In quel tempo. Pilato disse al Signore Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
croce bizantina con Cristo in trono
Oggi per noi ambrosiani si chiude l'anno liturgico e con domenica prossima si entra nell'avvento.
Una festa, quella di Cristo Re dell'universo, istituita quando l'Europa era sconvolta dal secondo conflitto bellico... quando tutto si capovolge e si riconoscono nel potere, nel dominio, nella purezza della razza o di una qualsivoglia ideologia gli unici motivi di regalità, la lungimiranza della chiesa addita ad un solo Re, della storia, dell'universo del cuore: il Maestro Gesù.
Nel Vangelo di oggi due re si confrontano: Pilato, che rappresenta il potere e Cristo, inerme, legato e sottoposto al giudizio del primo.
Due regalità diverse.
La prima, quella di Pilato, che è riflesso di un'ombra terrena, quella dell'imperatore...una regalità che può dare la morte.
Dall'altra, quella di Cristo, che proprio nel momento più buio viene riconosciuto "Re"... verrà rivestito di porpora, incoronato di spine e gli viene offerta una canna come scettro mentre tutti lo riveriscono con scherno; ora egli è solo davanti a Pilato, tradito, abbandonato, rinnegato anche da Pietro, ma proprio nel momento più buio egli viene riconosciuto come Re, un Re della vita...
Una regalità rovesciata per il mondo, ma che alcuni crocifissi bizantini rappresentano con il Cristo sulla croce vestito con le insegne regali e con la corona splendente al posto di quella di spine, perché è nel "mistero" della croce, che è scandalo, che vi è la regalità di Cristo: un Re della vita, un Re d'amore.
Celebrare oggi la festa di Cristo Re mi interroga, con decisione: Cristo Re ma di cosa? lo è della mia vita e del mio cuore? 
Una domanda che ora ricerca una risposta nel silenzio dell'avvento, nel sussurro lieve dell'Atteso, nel vagito di un bimbo di luce.

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