venerdì 2 giugno 2017

Con il vento nelle vele, guidati verso un pozzo

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 16, 5-11
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».
Si avvicina la pentecoste ed il Vangelo di oggi inizia a presentarci lo Spirito.
Il Maestro si prepara lasciare il mondo, nuovamente. Il rito ambrosiano antico prevedeva che i tre giorni precedenti l'ascensione fossero tre giorni di penitenza, come la quaresima, persino con l'imposizione delle ceneri proprio per ribadire, anche nei segni, questa partenza.
Ma non è una partenza che lascia soli... Il Maestro non abbandona il discepolo...  non ha abbandonato il gruppo dei (ex) dodici ... ora undici (il numero dell'incompletezza per eccellenza) e, il Vangelo di oggi, mi dice che non lo fa nemmeno ora...
Egli ci manda il Paraclito, questo sconosciuto .... (il più delle volte).
Il Paraclito, dal greco "chiamato vicino", cui l'equivalente latino è l'ad-vocatus, cioè "avvocato", inteso come "difensore" o "soccorritore", per estensione "consolatore". 
Ci manda con lo spirito una pienezza dell'essere figli. Lo spirito, come ci ricorda il Vangelo di oggi, ci aiuta a vedere a e giudicare le cose nella giusta dimensione e per quello che sono.
Quante volte le paure prendono il sopravvento e mi lancio nella costruzione di castelli fumosi e grigi? Quante volte getto l'ancora per la paura di salpare?
Quante volte vedo dal punto di vista sbagliato, il mio, e non quello di Dio?
Quante volte dovrei pensare di avere accanto a me quel soffio, quel venticello che è lo Spirito e me ne dimentico... dimenticandomi che lui è chiamato vicino a me...
Riesco davvero a percepire quella brezza leggera che porta con se la voce, calda e pacata del maestro, che dice "coraggio, non temere, sono io"?
Queste poche righe mi interrogano sulla mia docilità nell'essere condotto dallo Spirito Paraclito; Spirito che dà la certezza dell’errore del mondo e aiuta ad camminare sulla strada tracciata da Gesù, e, che -magari con dolore- conduce ad un pozzo: luogo di incontri e metafora di colui che cerca e scava nel profondo.

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