Lettura del Vangelo secondo Giovanni 12, 27-32
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Adesso l’anima mia è turbata;
che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono
giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce
dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un
tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa
voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo;
ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò
innalzato da terra, attirerò tutti a me».
Dopo la brezza dello Spirito (che a volte irrompe con rumore, altre volte sembra un sussurro nel vento, altre volte uno sconvolgimento) la liturgia ambrosiana torna a contemplare i momenti della passione.
Perché questo vangelo, poco dopo l'ultima cena a Betania?
Gesù è turbato, egli sa che la fine si sta avvicinando ... il turbamento, lo spasmo di panico e di paura sono uguali a quelli che posso aver provato io mille volte...
Eppure in questo spasmo, ancora una volta è una voce dal cielo che dichiara Gesù "glorificato"; proprio quando
lui sta per intraprendere il cammino della passione, e coloro che
ascoltano ne sono turbati.
Questa
voce non è venuta per me, ma per voi
Proprio nel momento dello sconforto, del dolore... della paura arriva la voce del Padre.
Già, la voce di un Padre che incontra, che cerca, che prende per mano dicendo che con la morte del Figlio nulla è finito e che nulla è perduto, anzi! Tutto si apre ad una nuova prospettiva di luce.
Una voce che arriva a illuminare l'anfratto più buio del cuore: quello nel quale alberga la paura e il terrore..
Una voce che a me dice, ancora, poco ...

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