giovedì 1 giugno 2017

Nel mondo, perchè creati e custoditi da un grande Amore.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 15, 18-21
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».


 Odio e amore due slanci per il discepolo...
l'amore, quello del Padre, universale che travalica ogni misura ... da una parte; l'odio del mondo dall'altra.

Se il mondo vi odia

frase che si presta a molteplici interpretazioni, ma qui, forse, vuole indicare tutto ciò che è opposto e contrapposto a Dio ... che sia fuori dal mio cuore (ambienti di lavoro, amici, gruppi ...) o che sia dentro al mio cuore (tutto ciò che mi allontana dal Padre).
Il Maestro ci mette in guardia dall'amare perché amati: l'amore divide, l'amore non chiede in cambio l'amore sopporta tutto...
Allora mi ricordo di quanto mi diceva nonnina mia "Non fare del bene se non sei capace di sopportare l'ingratitudine".

 vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia

Il discepolo è chiamato ad andare controcorrente incurante dell'odio, perché la sequela permette di vedere nella giusta prospettiva: di andare con forza contro le logiche del mondo e alle sue forze perché tratti in salvo dalle tenebre del mondo dalla luce di Pasqua.
Essere discepoli (più o meno fedeli) del Maestro non preserva dal combattimento tra il mondo e lo spirito, non è garanzia di vita su di una nuvoletta profumata e bella ... anzi, il contrario. Questo combattimento si radica nel mondo perché il Discepolo è chiamato a mostrare la logica del Vangelo: l'amore.
Mostrare la logica dell'Amore, sempre, anche se questo è "ripagato" con l'odio. 
Ricordo che il cardinale Camara diceva "se offro da mangiare ad un affamato sono un santo, se mi domando e grido perché questo soffra la fame, sono un comunista". Lasciarsi scavare dal Vangelo comportò per il cardinale una scomoda etichetta...
Questo vangelo mi scava non sul "dire" ma sul "fare", sulle due pulsioni che abitano in ciascuno di noi, che abitano in me... e ammutolisco davanti al mistero dell'Amore e al combattimento che comporta, anche contro noi stessi, a volte...
Quasi quasi... mi iscrivo a boxe per essere pronto...

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