martedì 13 giugno 2017

In te domine speravi

Lettura del Vangelo secondo Luca 4, 25-30

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Il Maestro parla in modo chiaro, anche se duro ...Lui arriva proprio per chi è ai margini come Naaman o la vedova di Elia: ancora un volta un Dio che mi cerca proprio nel momento più buio, quando sono ai margini.
Questa ‘logica’ di Dio, senza discriminazioni nè preferenze per popolo o nazione, non è gradita ai contemporanei di Gesù e nemmeno agli uomini della sinagoga che, all’udire le sue parole, lo cacciano e vorrebbero ucciderlo.
Ma il Maestro davanti a queste contestazione non alza la voce, non minaccia castighi, fa qualcosa di molto semplice ma che, a me, costa tanta fatica... egli non accetta lo scontro, lo attraversa e va oltre

passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

un cammino per arrivare anche a me, un cammino che chiedere di essere percorso non solo alla "bisogna" ma come stile di vita. 
Apro così, un vaso come quello di Pandora, pieno di confusione, dubbi e dense tenebre ma certo che, come nel mito, l'ultima virtù ad essere libertà è proprio la speranza.
Allora mi auguro di poter cantare anche io ...
 
In te, Domine, speravi; non confundar in aeternum!

 

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