Lettura del Vangelo secondo Luca 6, 6-11
Un altro sabato il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si mise a
insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli
scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di
sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e
disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in
mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a
voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male,
salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse
all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su
quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
Una domanda quella del Maestro che mette davanti ad un bivio colui al quale è rivolta...
Una domanda che mi chiede di scegliere la "legge" o "l'amore" ... ma il Maestro non fa altro che unire questa dicotomia che tale non è, e sceglie la legge dell'amore.
La legge data da Mosè, cara agli scribi e ai farisei, è una legge di salvezza ma quando questa diventa una gabbia che intrappola in contrapposizioni, in logiche di giusto o sbagliato perde la sua connotazione salvifica e diviene una prigione asfittica.
Il Maestro e consapevole di questo e propone una via nuova... quella dell'amore, quella del bene... per questo non vi sono divieti o norme, è sempre l'ora di amare.
Questa rivoluzione sconvolge... sconvolge allora come sconvolge oggi .... sconvolge anche me perché mi rendo conto di quanto, a volte e mio malgrado, sia anche io intrappolato nel rigore dei precetti... quando, dopotutto, amare è molto più semplice.
Diviene semplice perché la guarigione, dunque, toglie l'uomo dalla sua prigione, dal suo stallo ... la mano guarita è una mano capace, nuovamente, di fare il bene, di scegliere la legge dell'amore...
Vieni, Maestro, e sana la mia aridità del cuore.
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