mercoledì 10 maggio 2017

Con luce gioisa chiamati ad aprirci alla Parola

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 7, 40b-52

In quel tempo. Alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui.
Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».

Veglia pasquale in un monastero
La figura di Gesù conquista e affascina... il rito ambrosiano continua a proporre l'Evangelo di Giovanni, come se la liturgia invitasse ad approfondire, in un cammino a tappe, la conoscenza di Gesù.
I versetti dei giorni scorsi mostrano una folla che crede per via dei pani moltiplicati o per la tempesta domata, ma davanti a questi slanci di fede il Maestro mette a nudo questo meccanismo "umano" del credere.
La folla di oggi si interroga su Gesù e  i pareri sono diversi ...
C'è chi si sforza di vedere con il cuore, ecco che Gesù è profeta... per altri il Cristo...
C'è chi guarda la storia con la rigidità della legge, come i Farisei... prigionieri della legge e del suo tenore letterale... in una parola miopi perché non hanno le lenti della fede per leggere la storia, così facendo rifiutano Gesù e non lo riconoscono solo a causa della sua provenienza.
Si chiudono, come un riccio, alla Parola, tanto da mandare delle guardie per arrestare Gesù.
C'è, poi, Nicodemo ... uomo della legge e che la cita sapientemente ...  reduce dall'incontro notturno che ha avuto con il Messia (Gv.  3, 1-21) Egli è passato dalla notte (non solo  uno stato di tempo, ma anche dello spirito) alla luce...

Ci sono io, poi ... che mi rifletto in questi tre personaggi: un po' (poco) Nicodemo ... un po' (di più) folla che mi interrogo e, ahimè, un po' (tanto) fariseo intrappolato nella legge e negli schemi... miope nella fede e traballante nell'incidere.
Le letture di questi giorni mostrano  Gesù che vuole portare passo passo, senza forzature, ad una conoscenza del Mistero di Dio.
Non è un caso, che nell'Evangelo di Giovanni, la prima domanda pronunciata da Gesù sia proprio questa:

Che cosa cercate?

Nel tentativo di dare una risposta a questa domanda, Ti prego che la comprensione della Tua parola non sia miope, come per i Farisei che non ti riconoscono,  ma sia Lampada per i miei passi [è la tua parola] e luce sul mio cammino.
Non con la luce fioca e flebile dell'intelletto (quel Nous  tanto caro alla filosofia greca, termine indicante la mente, l'intelletto) ma con la luce gioiosa del cuore (fos ilaron, cara alla tradizione bizantina)  portami a vincere l'incapacità  di aprirmi alla Parola.


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