Lettura del Vangelo secondo Giovanni 6, 44-51
In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
![]() |
| Il pane spezzato. Chiesa della Nostra Signora del SS. Sacramento e SS. Martiri Canades |
Un Evangelo non facile che parla con alcune parole chiave che arrivano direttamente al cuore (si spera).
"Io sono il pane della vita ... Io sono il pane vivo ..."
Il pane è uno degli elementi che non possono mancare nella tavola... è quanto la preghiera del "Padre nostro" ci invita a chiedere ogni giorno...
Un tempo l'importanza del pane emergeva persino nell'etimologia: ciò che si accompagnava al pane (la fetta di prosciutto, il cioccolato, la mortadella ecc...) veniva chiamato, dalla sapienza dei nonni, "companatico" ... dal latino "cum panis" cioè qualcosa che si accompagna al pane, a ribadire la centralità del pane in quel boccone ricco e pieno di sapore.
Il pane, allora, diventa nutrimento per chi è in cammino, pausa di ristoro tra una tempesta e l'altra (come per i discepoli naviganti). L'Evangelo ci propone non un pane che sazia la pancia e dà nutrimento al corpo, come la manna o come quello della moltiplicazione avvenuta nei versetti precedenti, ma un nuovo pane che riempie, che sazia che rinfranca il passo incerto e traballante della Fede...perché Tu sei quel Pane...
Allora, se Tu sei quel pane, verrebbe da chiedere con uno slancio della mente (cui spero segua anche il cuore, sempre stanco e in ritardo), lascia che la mia vita sia "companatico" ovvero "cum-panis"... lascia che si accompagni a Te, seppur traballante ed incerta nell'incedere.
Sii per me, allora, pane e non nella misura del "quanto basta" come in una ricetta di cucina... ma "ad libitum" come in una sinfonia d'Amore.

Nessun commento:
Posta un commento