lunedì 22 maggio 2017

Nella misura dell'amore, la speranza del cammino.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 13, 31-36
In quel tempo. Quando Giuda Iscariota fu uscito, il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».

Vignetta di Giovanni Berti - www.gioba.it
Le cose semplici spesso si rivelano così difficili ...
Il comando dell'amore non è nuovo alle culture e alle religioni, viene legato al "prossimo" inteso come simile, come appartenente al medesimo popolo o al medesimo culto.
Il Maestro viene a rompere questa chiusura introducendo un metro di misura 

Come io ho amato voi
 
Un' amore totalitario, che va oltre alla legge, va oltre a appartenenza di nazione, religione o popolo (giudeo/pagano/samaritano ...); come ci ricorda Giovanni "li amò sino alla fine".

 ... da questo capiranno che siete miei discepoli

E' dalla misura con la quale ama e non dall'amare o da altri prodigi che il vero discepoli si riconosce... egli ama come il Maestro, sino alla fine, senza misura.
Una lettura semplice ma che scava nel cuore: sono disposto ad amare non perché obbedisco ad un comando, ma perché figlio di Dio? Solo in questa prospettiva, penso, l'amore si spoglia delle logiche del do ut des per divenire incondizionato e gratuito.
Guardo alla figura di Giuda, quanto mi assomiglia: così umano che non sembra cogliere e accettare la prospettiva di un Dio che ama ... che ama sino alla fine... che si gioca tutto per amore. 
Povero Giuda che esce, ci dice il Vangelo; lo immagino sconfortato, spaventato, tremendamente confuso... sembra non  capire, non accettare che non con gli eserciti ma con l'Amore il Maestro è venuto a cambiare il mondo, le vite, la sua vita e persino la mia...
Povero "fratello Giuda" così vicino a Gesù da smarrire la rotta, la bussola... quanto sono tremendamente simile a te, senza bussola, che fatica a vedere la meta o il risultato, magari li immagino, ma davanti alle difficoltà al cambiamento di prospettiva corro anche io il rischio di uscire come te....nel buio come ricorda l'Evangelo... 
Allora non mi resta che aggrapparmi alla speranza che Tu Signore  possa illuminare il mio cammino; sola speranza nella lunga notte.

Nessun commento:

Posta un commento