sabato 20 maggio 2017

Chinato sulle tenebre, amò.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 13, 12a. 16-20
In quel tempo. Quando ebbe lavato i piedi ai discepoli, il Signore Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto, ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

Un Evangelo che si inserisce in un "dopo" ... dopo la lavanda dei piedi  e in un "prima", prima del turbamento dei discepoli che si interrogano su chi sia il traditore.
Siamo durante l'ultima cena... Il maestro si china a lavare i piedi dando una precisa immagine del suo discepolo: quella del servo.
Lavare i piedi, per un Rabbino, per un'osservante la legge Mosaica, voleva dire contaminarsi, voleva dire non essere più puri per la pasqua, voleva dire non poter accedere ai sacri riti del tempio, ecco perché era compito dei servi, ecco perché Pietro trasecola.
Il Maestro sembra dire proprio questo ai discepoli e a me che mi affaccio in questo specchio che è la Parola: non avere paura di chinarti sulle tue ombre, sulle tue sporcizie, sulle tue tenebre e su quelle degli altri... io l'ho fatto, guarda al mio esempio...
Non pensare a modelli di super-eroi da seguire, continua a dirmi, io ti ho dato il modello da seguire più low profile che esista (direbbe il milanese imbruttito)... quello del servo.
E' nel servizio che sta la grandezza...  è il servizio che diventa amore chinandosi sui discepoli, è il servizio che si fa amore anche per chi lo tradirà: dare il boccone era un gesto di riguardo, un gesto di attenzione mostruoso verso l'ospite di riguardo e Gesù ha questa attenzione proprio verso Giuda

Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno

Allora corro con la mente e penso a quanto mi sono prodigato per arrivare primo, nel superare un traguardo, nell'alzare la stanghetta per saltare sempre più in alto, per sembra ogni volta "più grande", o per aspettare che siano gli altri a prodigarsi nel fare ... questa briciola di Evangelo ribalta completamente la prospettiva.
Penso al fulgido esempio di uno dei pastori Ambrosiani; si narra che Montini divenuto vescovo di Milano chiese immediatamente aiuto al suo segretario per rimanere povero, ma ricco nell'amore, e per fare, oltre  ai suoi doveri di pastore, tutto ciò che gli altri trascuravano di fare: più servo di così (non si può).

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