sabato 6 maggio 2017

Tu puoi trovare colui che cerchi

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 10, 11-18 (Vangelo della domenica)
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo.
Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio»
.
 Gulp, Gasp, Argh ... la vera riflessione di oggi, da lasciar senza parole ...
Il Buon Pastore, che mai vorrà dirmi il Vangelo? Io, poi, faccio tutt'altro ... agli ovili preferisco il profumo della carta dei libri...
La folla dei giorni scorsi chiede un segno come nel vangelo di questo sabato che tornava qualche giorno fa anche nel rito romano,  i discepoli sono chiamati a passare dalla tenebra del cuore alla Luce vera
ed infine anche la folla cerca Gesù disperatamente ...
Ma questo cercare, dove porta?
A riconoscere la voce del pastore ...  

Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

E' una conoscenza reciproca a doppio senso ma è anche una conoscenza d'amore che il paragone con il mercenario rende evidente.
La contrapposizione tra il pastore e il mercenario nasce proprio da questa motivazione: il pastore svolge la sua opera per amore, rinunciando al proprio interesse anche a costo della vita, mentre il mercenario lo fa per interesse personale e per denaro, ed è quindi logico che nel momento del pericolo abbandoni le pecore al loro destino.
Al buon pastore importano tutte le pecore, non alcune, non le più feconde, non gli agnelli ... tutte indistintamente.
E' come se ripetesse a me ... "Mi importa di te e molto... tanto da dare la mia vita" 
Allora ben si capiscono le parole di Sant'Ambrogio quando scrive che la pecora smarrita è spacciata, in balia di lupi e mercenari e non ha altra speranza che confidare nel pastore, il quale la va a cercare, la trova, la carica sulle spalle.
Davanti al Pastore che ama e dà la vita, così prega il Grande Ambrogio di Milano 

 Cercami, poiché io ti desidero,
cercami, trovami, prendimi, portami.
Tu puoi trovare colui che cerchi,
ti degni di prendere colui che hai trovato,
ti porti sulle spalle colui che hai preso.
 Vieni, dunque, e cerca la tua pecora; 
ma non farla cercare dai servitori o dai mercenari;
 cercala tu di persona! 
Accogli me con quella carne che è caduta in Adamo. […] 




                                                           

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