martedì 9 maggio 2017

Da chi andremo? Andremo ... con occhiali capci d'Amore

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 6, 60-69
In quel tempo. Molti dei discepoli del Signore Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
 
Due gruppi di discepoli... due volti della stessa anima, la mia.
Il primo, molti dei discepoli, che si spaventa davanti alla rivelazione del Maestro, immagino siano gli entusiasti della prima ora... forse coloro che lo seguivano av-vinti da un forte impulso di cambiamento o sulla scia di un ardore che via via si affievolisce...
Gesù è chiaro: non sono né la moltiplicazione dei pani, né la tempesta domata e nemmeno i segni che ha compiuto che portano a lui... 
Occorre un canale preferenziale, la fede (nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre): non basta camminare con lui per qualche anno, come per i discepoli di Emmaus, per riconoscerlo o per "confessare" il Maestro. Servono le lenti della Fede che, come un paio di occhiali per un miope, donano una visione nitida...
Se manca questa visione cristallina, le parole della rivelazione sono dure... l'ardore scema e anche io, come i molti, torno indietro...
Ma c'è un secondo gruppo di discepoli, quello a cui Pietro dà voce ... 
 «Signore, da chi andremo? 
Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio»
La liturgia ambrosiana in questi giorni mette in luce il cammino della folla che segue Gesù (prima la tempesta, poi quella fame di segni e di prodigi che si sazia solo nel pane della vita, poi il buon pastore...), il cammino di ciascuno di noi: dall'entusiasmo iniziale, alla scelta fatta in uno slancio impetuoso d'amore, che si cristallizza nella confessione di Pietro...
E tu, Ambrosius carissimo? che fai?
A ben guardare ogni cuore è abitato sia dai "molti discepoli" che da quel pazzo di Pietro, si oscilla continuamente da un estremo all'altro... o come diceva il mio primo vescovo, p. Carlo Maria Martini, il cuore è abitato da un'anima che crede e da un'anima che non crede e quest'ultima interroga, in modo incessante, la prima sul prechè crede...
Solo lasciandoci interrogare dal non credente o dai "molti" che tornano alle loro case e che abitano in noi, allora la confessione di Pietro può diventare anche la nostra, anche  la mia...
Spronato, forse, dai  "molti discepoli" che tornano a casa, Pietro si abbandona ad una slancio d'amore (anche un filino sborone ....) perché il cuore ha  trovato le lenti dell'amore e si è fatto pupilla; pupilla capace d'Amore.


Nessun commento:

Posta un commento